Quattordicesimo Festival pianistico Don Emilio Verzeletti

La quattordicesima edizione del Festival Pianistico Don Emilio Verzeletti si preannuncia ricchissima di appuntamenti di grande spessore.

Si inizia domenica 16 ottobre con il ritorno a San Paolo degli amici della compagnia teatrale Scena Sintetica diretta da Antonio Fuso. Sarà proposto lo spettacolo 12, Place Vendôme, dedicato «alla figura travagliata del poeta del pianoforte romantico F. Chopin, che prende nuovamente corpo nelle parole e nei ricordi della sorella Ludwica, della sua donna, l’anticonformista George Sand, e dell’amico Eugène Delacroix» [www.scenasintetica.it]. La rappresentazione scenica sarà allestita nello spazio teatrale della Cascina Bertelli a Cremezzano di San Paolo, cornice senz’altro suggestiva vista la presenza di molti strumenti musicali, tra cui alcuni pianoforti dell’epoca dello stesso Chopin.

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Gli attori della compagnia teatrale Scena Sintetica interpretano 12, Place Vendôme

Sempre nello spazio teatrale “Bertelli” si terrà nel pomeriggio di domenica  23 ottobre un incontro con il maestro Gerardo Chimini, direttore artistico della rassegna musicale. Il maestro Chimini, parlerà dei concerti in cartellone a San Paolo, e darà voce agli strumenti a tastiera della collezione privata dell’amico Giovanni Bertelli con un programma improvvisato.

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Gerardo Chimini

Il Festival entrerà nel vivo sabato 5 novembre alle ore 20.45 nell’Auditorium comunale presso le Scuole medie con il recital della pianista giapponese Hiroko Imai, che torna a San Paolo dopo lo splendido e applauditissimo concerto dello scorso anno, con un programma che prevederà sonate per pianoforte di Franz Joseph Haydn e i 24 Preludi di Frédéric Chopin.

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Hiroko Imai

Per la sera successiva, domenica 6 novembre, è previsto un concerto in due parti: nella prima si esibirà il Duo formato dalla pianista Sara Tomasoni e dal clarinettista Gioele Rudari con un programma che verterà prevalentemente su Johannes Brahms; quindi sarà la volta della pianista Chiara Rizza che si esibirà in un recital in cui saranno eseguite sonate di Beethoven e Rachmaninov.

Un concerto per pianoforte e orchestra concluderà la rassegna sabato 12 novembre: il maestro Marco Fabbri dirigerà l’Orchestra Giovanile di Brescia, accompagnata al pianoforte dal maestro Gerardo Chimini. Per l’occasione, oltre ad alcuni concerti per pianoforte e orchestra di Bach e altri autori, ci sarà la prima esecuzione assoluta del Concertino da camera per pianoforte e orchestra del celebre compositore bresciano Giancarlo Facchinetti. Per avvicinare i ragazzi al mondo della grande musica, il Circolo ha proposto agli allievi e agli insegnanti delle Scuole medie di assistere alle prove libere dell’orchestra nella mattinata.

Il programma completo è riportato sul sito internet del Circolo Verzeletti.

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Trent’anni a servizio della cultura

Il Circolo culturale “Don Emilio Verzeletti” di San Paolo, in occasione del Trentesimo anniversario della fondazione, ha presentato un programma speciale per la stagione 2016.

Si inizierà questa primavera con il ciclo di conferenze «Incontri d’autore», che si svolgeranno presso lo Spazio teatrale della Cascina Bertelli a Cremezzano di San Paolo e avranno come relatori alcuni ospiti di eccezione: Agostino Garda e Ambrogio Alghisi.

Dal 13 al 29 maggio, presso il Palazzo municipale di San Paolo, sarà aperta la mostra dedicata al pittore bresciano Enzo Archetti. Chiuderà idealmente la mostra la XXIII edizione della manifestazione «Artisti in Piazza», in cui per l’intera giornata gli artisti eseguiranno le loro opere a contatto con il pubblico; durante la serata, a conclusione della rassegna, ci sarà un concerto con il Corpo bandistico «S. Cecilia» di Mairano.

Dal 18 al 25 settembre, in occasione della traslazione delle ceneri di Don Emilio Verzeletti nella Chiesa parrocchiale di San Paolo, sarà allestita una mostra fotografica dedicata al sacerdote. Il 25 settembre ci sarà un concerto alla memoria di Don Emilio con il Coro Claudio Monteverdi di Crema, diretto da Bruno Gini.

In autunno tornerà l’appuntamento con la XIV edizione del «Festival Pianistico Don Emilio Verzeletti»; il 5 novembre si terrà un recital della pianista giapponese Hiroko Imai (5 novembre), il giorno successivo i pianisti Chiara Rizza e Daniel Espen, mentre il 12 novembre ci sarà un concerto per pianoforte e orchestra, con Gerardo Chimini al pianoforte. Concluderà la stagione la manifestazione «Feste con l’Arte» dal 18 dicembre al 6 gennaio 2017.

Per ulteriori informazioni consultare il sito internet dell’associazione: www.circoloverzeletti.it oppure seguici su Facebook.

Mario Apollonio: accademico, drammaturgo, filologo

Mario Apollonio
Mario Apollonio

Il Circolo Culturale “Don Emilio Verzeletti” inaugura quest’anno un ciclo di appuntamenti dedicati al vasto mondo della letteratura. In questa prima edizione si è pensato di dedicare una serata a Mario Apollonio, illustre accademico e drammaturgo sanpaolese.

Nato a Oriano (oggi San Paolo) il 28 settembre 1901, dopo la maturità presso il Liceo Classico «Arnaldo» a Brescia, si laureò presso la facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Pavia con la tesi Indagini sulla Commedia dell’Arte, il cui argomento diverrà, in seguito, uno dei nuclei principali dei propri studi. Dal 1927 al 1930 esercitò la professione di critico teatrale sulle pagine del quotidiano cattolico milanese L’Italia. Nel 1936 vinse la cattedra di Letteratura italiana presso l’ateneo di Oslo, mentre dal 1938 al 1945 presso l’Università di Urbino; dal 1939 iniziò a collaborare attivamente con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dove, tra gli anni Quaranta e gli anni Settanta, ricoprirà la cattedra di Letteratura italiana generale. Grazie alla sua influenza nacquero lungo il tempo Letteratura italiana moderna e contemporanea, Filologia dantesca, Drammaturgia teorica, Storia del Teatro e molti altri corsi accademici per cui si prese personalmente il peso; in queste discipline egli mise al centro della propria ricerca una grande profondità teorica, senza dimenticare l’importanza dello studio del quadro storiografico e un’analisi testuale acuta e approfondita. Accanto alla carriera accademica, egli scrisse numerosi saggi teatrali, antologie letterarie e alcuni romanzi, tra cui Intermezzo e la Battaglia di San Martino. Inoltre, nel 1947, egli contribuì alla creazione del «Piccolo Teatro di Milano», lavorando assieme a importanti personalità come Giorgio Strehler, Paolo Grassi e Virgilio Tosi, occupandosi personalmente della stesura della lettera programmatica. Morì il 28 maggio 1971 a Galliate Lombardo, in provincia di Varese.

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«Pelicula» di Andrea Cabassi

Rinunceresti alla tua felicità sapendo di non meritarla?

arton68650Titolo: Pelicula (2014)

Autore: Andrea Cabassi

Genere: Fantascienza / Distopico

Trama: In un futuro tecnologicamente non evoluto, l’umanità vive una situazione di stallo. Niente crisi, nessuna guerra, nessun problema: la gente si crede libera ed è felice, ma è manovrata da un’arma invincibile, operativa 24 ore su 24. Un’arma invisibile chiamata Pelicula. Ai margini della civiltà, un gruppo di terroristi opera per far emergere la verità, per quanto dolorosa. Rinunceresti alla tua felicità sapendo di non meritarla? (da IBS.it)

 Edizione: Ute Libri, I edizione 2014, Genova

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Conferenza “Paolo VI – Il Papa del dialogo fra l’Uomo e la Cultura”

Benedizione della prima pietra della Chiesa Parrocchiale di San Paolo (1967). Don Emilio e alcuni parrocchiani in udienza dal Papa
Benedizione della prima pietra della Chiesa Parrocchiale di San Paolo (1967). Don Emilio e alcuni parrocchiani in udienza dal Papa, tra cui Don Emilio Verzeletti (primo da sx), il presidente del Circolo Angelo Martani (terzo da sx) e il vicepresidente Gianni Alghisi (quinto da sx)

Giovedì 6 Novembre 2014 si terrà presso la Sede del Circolo Culturale “Don Emilio Verzeletti” a Scarpizzolo di San Paolo (BS) la conferenza dal titolo “Paolo VI – Il Papa del dialogo fra l’Uomo e la Cultura”; il relatore sarà don Giuseppe Fusari, direttore della Fondazione Museo Diocesano di Brescia.

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Dodicesimo Festival Pianistico “Don Verzeletti” a San Paolo (BS)

Torna anche quest’anno l’appuntamento con la grande musica del 12° Festival Pianistico “Verzeletti”, organizzato dal Circolo Culturale “Don Emilio Verzeletti”, durante le serate dell’1-2 e 8-9 novembre 2014 nell’Auditorium “Tregambi” di San Paolo, presso le scuole medie in via Giovanni XXIII. La prima serata sarà dedicata al saxofono, in quanto quest’anno ricorre il bicentenario della nascita del padre di questo strumento, il belga Adolphe Sax. Il I novembre si esibirà il Strenuous Saxophone Quartet, un gruppo di musicisti nato tra i banchi della classe di Musica Insieme Fiati del Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia. I componenti del quartetto di saxofoni sono Carlo Barbieri al sax soprano, Michele Appiani al sax contralto, Michele Goglio al sax tenore e Valentina Suardi al sax baritono, che saranno accompagnati al pianoforte da Andrea Facchi.

Andrea Facchi (al pianoforte) e lo Strenuous Saxophone Quartet di Brescia: Carlo Barbieri al sax soprano, Michele Appiani al sax contralto, Michele Goglio al sax tenore e Valentina Suardi al sax baritono
Andrea Facchi (al pianoforte) e lo Strenuous Saxophone Quartet di Brescia: Carlo Barbieri al sax soprano, Michele Appiani al sax contralto, Michele Goglio al sax tenore e Valentina Suardi al sax baritono

A grande richiesta tornerà al festival il maestro Daniel Espen, uno dei più giovani e talentuosi pianisti bresciani. Quest’anno Espen ha vinto il Primo premio al Concorso Internazionale di musica sacra “David Maria Turoldo” a Rovato; è arrivato terzo al Concorso Internazionale di composizione di musica classica “Ilaria Rambaldi” a Chieti ed è arrivato secondo al concorso internazionale di composizione indetto dal Busan Maru International Music Festival in Corea del Sud.

Daniel Espen
Daniel Espen

Il giorno 6 novembre inoltre ci sarà la conferenza dal titolo: “Paolo VI: Il Papa del dialogo fra uomo e cultura”, tenuta dal direttore della Fondazione Museo Diocesano di Brescia, don Giuseppe Fusari. L’evento si terrà nella Sede del Circolo a Scarpizzolo alle ore 20.30.

Benedizione della prima pietra della Chiesa Parrocchiale di San Paolo (1967). Don Emilio e alcuni parrocchiani in udienza dal Papa
Benedizione della prima pietra della Chiesa Parrocchiale di San Paolo (1967). Don Emilio e alcuni parrocchiani in udienza dal Papa

Gli appassionati della lirica potranno partecipare l’8 novembre al consueto appuntamento con il Coro Lirico “Sereno” di Brescia, diretto dal maestro Mario Marenghi e accompagnato dalla pianista Michela Piovanelli.

Il Coro Lirico "Sereno" di Brescia
Il Coro Lirico “Sereno” di Brescia

La serata conclusiva vedrà la partecipazione del maestro e direttore artistico della rassegna pianistica, Gerardo Chimini. Il concerto per pianoforte solista sarà dedicato interamente al genere della Sonata, dal Settecento al Ventesimo secolo, in cui Chimini spazierà dalle grandi sonate dei compositori classici come Mozart, Beethoven, Chopin e Clementi fino ai musicisti salodiani Bertoni e Turrini.

Gerardo Chimini
Gerardo Chimini

Come di consueto ogni concerto sarà a partecipazione libera e gratuita.

Per ulteriori informazioni consultare la sezione dedicata sul nostro sito internet al link.

Acqua, Aria, Terra e Fuoco – Forme, Vita e Colori

Il fuoco vive della morte della terra,
l’aria vive della morte del fuoco;
l’acqua vive della morte dell’aria,
la terra della morte dell’acqua.
(Eraclito)

Nell’antica Grecia, i filosofi presocratici avevano iniziato ad analizzare la natura, cercando di capire come era fatta. Alcuni di questi sostenevano che essa fosse formata dalla combinazione di quattro elementi: Aria, Acqua, Terra e Fuoco. Alcune cose erano fatte soltanto da uno di essi, mentre altre erano formate da più elementi contemporaneamente. Tra questi filosofi ricordiamo Anassimene, Empedocle ed Eraclito. Il magma che scaturiva dai molti vulcani presenti nell’area del Mediterraneo era considerato come unione di tutti e quattro gli elementi: secondo la leggenda pare che Empedocle, filosofo siciliano, si fosse gettato nel cratere dell’Etna per congiungersi ai quattro elementi primordiali. Il filosofo greco Democrito fu uno dei primi che superò il concetto dei quattro elementi, considerando la natura composta da particelle più piccole e indivisibili, gli atomi. Questa teoria è stata poi ripresa nel corso dei secoli, ma qui finisce la filosofia e inizia la scienza. Nonostante la mancanza di qualsiasi fondamento scientifico, i quattro elementi rivestono nel mondo attuale ancora un grande significato, legato alla filosofia, ad alcune religioni e alla cultura di massa.
La popolarità dei quattro elementi e la loro presenza in tutto ciò che ci circonda sono i motivi principali della scelta di questo tema per la consueta mostra collettiva del Gruppo Fotoamatori, nato all’interno del Circolo Culturale “Don Emilio Verzeletti” e formato da un gruppo di amici uniti dalla passione per la fotografia.
L’inaugurazione della mostra sarà sabato 11 ottobre 2014 alle ore 20.30 presso la Sede del Circolo Culturale; la mostra resterà poi aperta nella giornata di domenica 12 ottobre dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 19 con ingresso libero e gratuito. Per maggiori informazioni: http://www.circoloverzeletti.it

Locandina Mostra ACQUA ARIA TERRA FUOCO A4

Conferenza: “Nel regno dei fiumi puliti” con Valerio Gardoni (13 giugno)

Valerio Gardoni
Valerio Gardoni, giornalista, fotoreporter, inviato

Venerdì 13 giugno alle ore 20,45 presso le scuole medie di San Paolo (BS) si terrà la conferenza “Nel regno dei fiumi puliti” con il giornalista e fotoreporter bresciano Valerio Gardoni.

La locandina dell'evento "Nel regno dei fiumi puliti" con Valerio Gardoni
La locandina dell’evento “Nel regno dei fiumi puliti” con Valerio Gardoni

Clicca sulla locandina o qui per scaricare il pdf.

Alfred Hitchcock, il cinema del grande “Maestro del brivido” (SECONDA PARTE)

Durante gli anni Cinquanta Alfred Hitchcock decise di avvicinarsi di più ai gusti del pubblico, ottenendo un notevole successo, regalando alla storia del cinema i suoi più grandi capolavori: “Il delitto perfetto”, “Nodo alla gola”, “La finestra sul cortile”, “Vertigo – La donna che visse due volte”, “L’uomo che sapeva troppo” e “Caccia al ladro”.

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James Stewart in “La finestra sul cortile” (1954)
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Grace Kelly in “Delitto perfetto” (1954)

In tutte queste pellicole si può notare il gusto per i misteri e gli enigmi, nonché la sua grande capacità di creare delle figure “a tutto tondo” e non delle semplici maschere, aggiungendo numerosi dettagli ad ogni singolo personaggio. A ogni attore era quindi richiesto di sapersi calare alla perfezione nella logica del proprio personaggio. Hitchcock fu anche uno dei primi registi cinematografici ad utilizzare i cosiddetti storyboard, ossia dei disegni, realizzati da egli stesso, che illustravano le diverse inquadrature che dovevano comporre una scena. A testimonianza della sua grande minuziosità basti pensare alla celeberrima scena della doccia nel film “Psyco”, in cui il regista si servì di ben settanta inquadrature per soli quarantacinque secondi di scena. Egli riuscì anche ad eliminare quasi completamente il fastidioso effetto dei cosiddetti “tagli di montaggio”, dovuti alla breve durata di un rullo di pellicola, che all’epoca era di circa dieci minuti, mascherando le riprese con particolari movimenti della camera. Nonostante egli abbia girato i suoi film in un’epoca in cui sostanzialmente non esistevano effetti speciali, riuscì ad utilizzare ingegnosi artifici stilistici, come ad esempio le zoomate in primissimo piano sui volti dei personaggi, utilizzate per mostrare al meglio le espressioni del viso, le inquadrature in soggettiva su immagini distorte e confuse per rappresentare ricordi o sogni, oppure l’improvvisa e veloce carrellata all’indietro con lo zoom utilizzata, per esempio, in alcune scene di “Vertigo” al fine di offrire allo spettatore il senso di vertigine del protagonista.

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Scena tratta da “Vertigo” (“La donna che visse due volte”, 1958)

Egli fu molto minuzioso anche nella scelta degli interpreti, poiché la sua preoccupazione principale era quella di offrire qualcosa di credibile e “vero” anche nella finzione del cinema. Con alcuni attori ebbe anche un certo rapporto di amicizia e di stima reciproca, specialmente con Cary Grant e James Stewart, i quali recitarono in diverse pellicole. Controverso fu invece il rapporto del regista con le figure delle protagoniste femminili, ossessivamente molto simili l’una dall’altra in ogni film: si trattava di solito di una donna molto affascinante, alta e rigorosamente bionda, con i lineamenti sottili e puliti, che nascondeva una personalità ambigua, o in alcuni casi addirittura malvagia. Le sue attrici preferite furono, senza alcun dubbio, l’affascinante Ingrid Bergman e la divina Grace Kelly, le quali incarnarono alla perfezione le caratteristiche che Hitchcock prediligeva.

Verso la fine degli anni Cinquanta il regista iniziò ad intraprendere un profondo e definitivo cambiamento di stile: decise di orientarsi verso qualcosa di più complesso, per meglio rappresentare la contemporaneità, in cui dubbio e paure diventano due concetti pregnanti nell’esperienza quotidiana.

L’elemento del brivido assunse una grande importanza, conferendo ai film di questo periodo una dimensione di grande angoscia. Un chiaro esempio di questo “periodo hitchcockiano” è senz’altro il film “Psyco”, che all’epoca destò un grande scalpore a causa dei toni decisamente “horror” e macabri dell’opera. In contemporanea non si dimenticò del piccolo schermo: girò infatti un grande numero di episodi per la televisione, assolutamente slegati l’uno dall’altro, ma uniti tutti da un unico denominatore comune: il crimine in ogni sua forma. Dopo aver ottenuto un altro grandissimo consenso di pubblico per “Gli uccelli” nel 1964, si dedicò al genere spy thriller, fra cui spicca senza alcun dubbio “Il sipario strappato”, con Paul Newman e Julie Andrews. L’ultimo film, “Complotto di famiglia”, venne girato nel 1976, ma non ebbe un grande successo di pubblico, nonostante la presentazione al festival di Cannes e le buone critiche ricevute. Quattro anni più tardi Hitchcock spirò pacificamente nel sonno a Bel Air in California.

Janet Leigh nella celebre scena dell'assassinio sotto la doccia nel film "Psycho" (1960)
Janet Leigh nella celebre scena dell’assassinio sotto la doccia nel film “Psycho” (1960)

Nonostante siano passati più di trent’anni dalla sua morte, le sue invenzioni e le sue innovative tecniche narrative e stilistiche vengono tutt’ora utilizzate; grazie ad esse infatti, egli divenne certamente uno dei registi più decisivi del Ventesimo secolo.

Francesco Alghisi